Racconti fondativi

Mi piacciono le storie coming of age. Mi piacciono nei film, nei romanzi, perfino nelle canzoni. Mi parlano.

Però mi sono reso conto che, quando parlo del genere coming of age con alcune persone, il termine può risultare riduttivo. Pensano a Dawson’s Creek piuttosto che a Brideshead Revisited. Non fraintendetemi. Mi piaceva Dawson’s Creek. Lo ammetto. Tuttavia, il coming of age non riguarda soltanto gli anni dell’adolescenza.  Riguarda la trasformazione. Riguarda i momenti che spiegano perché siamo diventati chi siamo.

Mi chiedo se “racconti fondativi” sia un modo migliore di classificarli. Siamo abituati all’idea che le nazioni abbiano i loro racconti fondativi. Gli inglesi tornano spesso alle storie di Re Artù e della Tavola Rotonda e a “la loro ora migliore”, ovvero quando, guidati da Winston Churchill, resistettero da soli alla Germania nazista. Anche se, a dire il vero da soli non lo eravamo affatto, no? C’era un impero che combatteva al nostro fianco. Forse è proprio questa la natura dei racconti fondativi: non cercano di raccontare tutto ciò che è accaduto, ma una versione degli eventi che rappresenti chi vorremmo essere.

Gli italiani hanno i moti rivoluzionari del Quarantotto, la figura di Garibaldi e la lotta partigiana contro il fascismo. Per i francesi, la Rivoluzione e la nascita della Repubblica. Libertà, uguaglianza e fraternità rimangono concetti chiave nel modo in cui la Francia comprende sé stessa. Anche gli americani hanno il loro racconto fondativo, anche se credo che, da questa parte dell’Atlantico, pochi di noi abbiano compreso i motivi per cui il tè di Boston abbia dovuto fare quella brutta fine.  Ad ogni modo, i dettagli cambiano ma lo scopo è lo stesso. Ogni nazione ha le proprie storie a cui torna per legittimarsi. 

E le storie coming of age fanno la stessa cosa, giusto? Quali sono gli episodi, nella vita di un personaggio, che spiegano chi è? Molti di questi episodi accadono mentre diventiamo adulti ed è forse per questo che il genere viene associato all’adoloscenza. Tuttavia, non smettiamo mai di divenire. Il cambiamento è una condizione umana universale. E, proprio come le nazioni continuano a ripetersi i propri racconti, così facciamo anche noi. Forse diventare grandi non è una cosa che succede una volta sola nella vita. È qualcosa che continuiamo a fare. Magari è per questo che siamo affascinati dalle storie coming of age, dalla tenuta di Brideshead, dal molo di Dawson's Creek o da un luogo in cui ancora non siamo ancora stati.

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