L’eco di ‘C’

Non mi ricordo molto di lei. Ma mi ricordo il modo in cui mi faceva sentire, cioè…

In realtà, è una sensazione che è molto difficile da descrivere. Anche in inglese: enchanted, overawed, unworthy, speechless, besotted - but not in the usual teenage boy way. È a malapena un ricordo. Al massimo è l’eco di una sensazione. 

Che cosa riesco a sentire in quell’eco? Al di là della mia sensazione, quali sono i fatti? 

Ce ne sono tre. 

Primo, era bellissima. Non intendo dire che fosse carina. Non intendo neanche dire che fosse semplicemente bella. Anche in italiano, la lingua dell’amore, non c’è una parola. Viveva su un altro piano, un piano al di là della bellezza. Emanava luce. E quella luce era bella. Mi sentivo come Dante quando vide Beatrice per la prima volta. Ma Dante era un genio e riusciva a descriverlo. Io no. Era bellissima.

In secondo luogo, era ricca. Per i lettori italiani, il sistema scolastico inglese sarà probabilmente un mistero. Da ragazzino andavo a una scuola ‘normale’, cioè una comprehensive school. Non si pagava, non c’era un esame per entrare e ci andavano tutti i ragazzi della zona. Ma gli studenti con i genitori più ricchi andavano a una scuola diversa: una private school. Così cominciava il processo del mettere ciascuno al proprio posto. A noi inglesi piacciono le gerarchie. 

Però c’era un’altra categoria. Non avevo mai conosciuto nessuno di quella categoria, ma alcuni ragazzi andavano a una scuola residenziale. Cioè un boarding school. Per confondere tutti si chiama anche una public school. Ma non è pubblica, è per persone di un altro livello.

E infine arriva l’università, un’ulteriore opportunità per mettere ciascuno al proprio posto. Gli studenti delle public schools andavano a Oxford o Cambridge. Se non riuscivano a superare l’esame di ingresso, andavano a Bristol o a Durham. Se non arrivavano a quel livello, andavano a Exeter o St. Andrews. Queste erano le regole. Non erano scritte. Ma tutti le seguivano.

C’è ancora qualcuno che mi sta leggendo? Mi seguite ancora?

Ecco, all’Università di Bristol, alla fine, c’ero finito anche io. Ero un pesciolino fuor d’acqua. E c’era anche lei. Lì, avevo conosciuto tante persone più posh di me. Ma questa ragazza che splendeva…  era più posh di quanto potessi immaginare. Non sapevo che ci fosse un altro livello. Il suo livello. 

In terzo luogo, mi ricordo il suo nome. Un nome che era tutto suo. Si chiamava ‘C’. ‘C’ in inglese, si pronuncia come “sì”. Non conoscevo il suo vero nome, ma lei era troppo posh per usarlo. Catherine? Clare? Caroline? Cecilia? Assolutamente no! Era ‘C’. La rendeva ancora più misteriosa.

I miei amici universitari non la ricordavano: Charles mi ha detto che forse è frutto della mia immaginazione. È strano perché non seguiva le mie stesse lezioni e non viveva nel nostro Hall of Residence. Infatti non mi ricordo come l’abbia incontrata. 

Tuttavia, esisteva. Mi ha invitato a un dinner party. E sarebbe stato il mio primo dinner party. L’avevo visto in televisione. L’avevo letto nei libri. Ma sarebbe stata un’esperienza nuova per me. Ho indossato una giacca e ho comprato una bottiglia di vino e un bel mazzo di fiori che non potevo permettermi. Ci sono andato. E una parte di quell’esperienza è alla base della storia del film. Ma solo una parte. Il resto, si: è certamente frutto della mia immaginazione.


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